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Cose brutte e cose belle…

Rieccomi dopo quasi dieci mesi dall’ultimo post. Tante cose sono successe, tante altre sono cambiate, in positivo ed in negativo.
La morte improvvisa di mio padre da un lato, mi ha caricato di tante incombenze e responsabilità, oltre all’enorme vuoto che mi ha lasciato dentro. Una parte di me non c’è più, bisogna prenderne atto ed andare avanti, a qualunque costo.
La nascita a breve di mia figlia dall’altro, ribilancia in parte le cose e mi dà la forza per continuare a tenere lo sguardo teso oltre l’orizzonte. Ho alcune cose da scrivere, ma non è adesso il momento di farlo. Il tempo libero è mia disposizione si è ulteriormente ridotto, vedremo.
A presto.

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Non disturbate il manovratore…

Desidero fare una riflessione, dopo quanto accaduto ieri a Roma durante la manifestazione degli operai delle Acciaierie di Terni.
Riporto le parole del Segretario della Fiom Maurizio Landini:” Altro che slogan del cazzo, altro che palle, leopolde e cazzate varie. Il governo deve chiedere scusa ai lavoratori. Perché questo Paese esiste perché ci siamo noi a pagare le tasse. E dobbiamo prendere anche le botte, noi che paghiamo, noi che lavoriamo? E da chi, da altre persone che per vivere devono lavorare? Ma che diano l’ordine di colpire quello che c’è da colpire. Cazzo, in un Paese di ladri, di gente che evade, di corruzione, se la vengono a prendere con gli unici onesti? Ma dove cazzo siamo messi?
Ha ragione da vendere. Davvero Renzi ed il suo éntourage sono convinti che per rilanciare il mercato del lavoro sia necessario abolire l’articolo 18 oppure il cosiddetto “posto fisso”? Non è che forse il vero freno è il costo del lavoro, mostruosamente altro per il datore di lavoro (da 1,5 a 2 volte circa il lordo erogato al dipendente), una corruzione dilagante a cui non si vuole porre freno, una giustizia civile lenta e farraginosa?
Mi ricorda quello che disse una volta Pasolini, riferendosi alle manifestazioni del ’68, che lui non era dalla parte degli studenti ma da quella dei poliziotti, perché figli di proletari come lui. Il problema è proprio questo, il ceto medio sta sparendo e la politica non fa niente per arginare questa emorragia verso il basso. E’ sempre più evidente che si sta innescando una guerra tra poveri e noi ci siamo dentro fino al collo.
Preparariamo gli elmetti.

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